MARCO BELFIORELUPO BORGONOVOELENA RICCIFEDERICO TOSIOn Paper

March 4 - May 8, 2021

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MARCO BELFIORE, LUPO BORGONOVO, ELENA RICCI, FEDERICO TOSIOn Paper4 March – 8 May 2021 We are pleased to announce the group show On Paper, presenting four Italian artists who share the practice of drawing as a constant part of their research. The series Random Access Memories by Marco Belfiore (Rovereto, 1971) is made of bizarre drawings in an illustrative and provocative style, inspired by Picabia’s erotic “machines” and technical illustrations from the early 1900s. The ironic reference to computer RAM in the title –with its functional impermanence, emphasizes the discrepancy between such memory and that of human beings. The hydraulic structures invented by Belfiore are closed or interrupted circuits, mnemonic labyrinths scattered with everyday objects on a grid of graph paper. The second series, Genderpathy is the improbable merging of two terms. The potential for gender identity to shift and elude certain definition – according to geographical, historical and cultural variables – turns us all into mutable yet leading characters of this alleged “party.” The two series of drawings by Lupo Borgonovo (Milan, 1985) stem from images of antique items that are removed from their context, conserving only a distant memory of it. The O series takes inspiration from a collection of plates at the Metropolitan Museum in New York; the Tour series, on the other hand, starts from still lifes belonging to the Rijksmuseum of Amsterdam. In the first series, the motifs of the ceramics are reproduced through an act of repetition, tracing small circles of ink until the images almost vanish in the thus created pattern: the gestural practice is similar to a mantra.The second series references the lemons recurring in 17th century’s Dutch still lifes, that are allegories of preciousness and the exotic. The artist isolates the fruit in a white space, like planets in motion left alone in a concentric dance. Elena Ricci’s (Rome, 1973) pastels on paper depict a world in balance between rational and irrational, realistic and dreamy. She says "I’m interested precisely in the borderline, the threshold between these two worlds, which are never clearly separate, but continuously merge into one another. They are like bridge images, triggering a close relationship between the visible and the invisible. The use of pastels is one of my preferred techniques since it is the only one that keeps the qualities of the pure pigment intact: the color is vibrant, bright, powdery, sensual. I began using this technique many years ago, after having seen the visionary works of Odilon Redon, who is still one of my artists of reference.” For Federico Tosi (Milan, 1988) drawing is an almost daily practice, with which he records an eclectic flow of ideas. Various impressions converge in his research: many come from his travels around the world, where the artist hungrily observes everything, creating subtly ironic or grotesque images. Others stem from pure imagination, often connected with scientific or anatomical research, with a constant sense of memento mori.In this exhibition we present a large drawing of a galaxy made entirely with markers; another one titled Slime Lapse which shows the intricate pathway of a wandering insect on a large sheet of paper, and a series of smaller drawings featuring unexpected subjects.

MARCO BELFIORE, LUPO BORGONOVO, ELENA RICCI, FEDERICO TOSIOn Paper4 marzo – 8 maggio 2021 Siamo lieti di annunciare la collettiva On Paper, in cui presenteremo opere su carta di quattro artisti italiani accomunati dall’utilizzo del disegno come elemento costante della loro ricerca che esplora varie tecniche espressive. La serie Random Access Memories di Marco Belfiore (Rovereto, 1971) presenta bizzarri disegni dallo stile illustrativo e provocatorio che si ispirano alle “macchine” erotiche di Picabia e alle rappresentazioni tecniche di inizio Novecento. Il riferimento ironico del titolo alla memoria RAM del computer, volatile e funzionale, enfatizza la discrepanza con quella dell’uomo. Le strutture idrauliche inventate da Belfiore sono circuiti chiusi o interrotti, labirinti mnemonici disseminati di oggetti del nostro quotidiano su un reticolo di carta millimetrata. La seconda serie Genderpathy deve il suo nome alla fusione di due parole improbabili: “genderparty” e “genderpatia”. La capacità dell’identità di genere di mutare e sfuggire a definizioni certe, secondo variabili geografiche, storiche e culturali, rende tutti noi, esseri mutevoli, protagonisti di questo ipotetico grande “party”. Le due serie di disegni di Lupo Borgonovo (Milano, 1985) scaturiscono da immagini di opere d’arte antica che vengono estrapolate dal loro contesto conservandone solo un lontano ricordo. La serie O si ispira ad alcuni piatti della collezione del Metropolitan Museum di New York; La serie Tour è invece concepita partendo da alcune nature morte del Rijksmuseum di Amsterdam. Nella prima i motivi delle ceramiche sono riprodotti attraverso un atto ripetitivo, tracciando dei piccoli cerchi a inchiostro fino a far scomparire le immagini nella trama, in una pratica gestuale simile ad un mantra. La seconda fa riferimento alla presenza ricorrente dei limoni nelle nature morte olandesi del XVII secolo quale allegoria di prezioso ed esotico. L’artista li rappresenta isolati dalle loro composizioni collocandoli in uno spazio bianco, come pianeti nel loro moto di rotazione e rivoluzione, intenti in una sorta di danza concentrica. I pastelli su carta di Elena Ricci (Roma, 1973) fanno emergere un mondo in bilico tra razionale e irrazionale, realistico e onirico. L’artista dice "Mi interessa precisamente il confine, la soglia tra questi due mondi, che non sono mai nettamente separati, ma sconfinano continuamente l’uno nell’altro e si compenetrano. Sono come delle immagini-ponte, che mettono in stretta relazione il visibile con l’invisibile. Il pastello è una delle tecniche che prediligo perché è l’unica che mantiene intatte le qualità del pigmento puro: il colore è vibrante, brillante, polveroso, sensuale. Ho iniziato a usarlo molti anni fa, dopo aver visto le opere visionarie di Odilon Redon, che resta tuttora uno dei miei artisti di riferimento.” Per Federico Tosi (Milano, 1988) il disegno è quasi una pratica quotidiana, con la quale registra un eclettico flusso di idee che vengono fissate su vari supporti cartacei. Nella sua ricerca confluiscono numerose suggestioni: molte nascono dai suoi viaggi per il mondo, dove l’artista osserva famelicamente ogni cosa, creando immagini sottilmente ironiche o grottesche; altre nascono dalla pura immaginazione, spesso collegata alla ricerca scientifica o anatomica e accompagnata da un costante rimando al memento mori. In mostra presenteremo un grande disegno di una galassia realizzata interamente a pennarello, uno dal titolo Slime Lapse che mostra l’intricato percorso di un insetto vagante, e una serie di lavori più piccoli dai soggetti inaspettati.


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