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Press release

SERBAN SAVU
Sometimes my Eyes are the Eyes of a Stranger
19 November 2014 - 28 March 2015

We are pleased to announce the first solo exhibition in Italy by Romanian artist Serban Savu, one of the most eminent exponents of the school of painters from Cluj-Napoca.

“Communism” (or whatever that was) continued its existence in Romania long after it was officially declared dead. But anyway, this is not what I am interested in, it is not “Communism” or the regime but its results, the effects of a failed utopia.

After finishing University Savu was awarded a two-years postgraduate research grant to Venice, where he studied Venetian Renaissance painting. Back to Cluj in 2004, he started seeing the reality around him with different eyes, comparing two cultures in a more complex way. In his paintings he takes the position of the observer, wishing to understand more of what happened and what is happening today.

His major subject is work and leisure in contemporary Romania, he portrays this every day reality with masterly balance. In his paintings the landscape is very important, it acts like a main character, it defines the other characters and shapes the whole situation. The point of view is always raised and distant, to give more clarity to what is represented. The scenes are dominated by the concrete buildings, dams, bridges and other infrastructures of the Communist era.

Savu uses painting as a tool in order to express certain ideas, without neglecting the language of his medium. He tries not to be bound to a formal approach, that’s why some of his works look almost impressionistic, some others are more realistic. The aim is to find the right voice for each painting, and the history of arts is an ally for his purpose, his goal is to talk about the society he lives in.

Savu knows how to find an unusual beauty in the ordinary and everyday life, using pure colors and immersing even the concrete structures and ruins of communism in a soft and warm light, thus showing the search for peace and harmony even in inhospitable places.

For the exhibition in Milano Sometimes my Eyes are the Eyes of a Stranger, Savu has chosen to explore five different ways of looking at reality: through the gaze of the spectator, the voyeur, the solitary, the bird-eye view and the nocturnal view.

Serban Savu was born in Sighisoara in 1978. His work has been exhibited in galleries and museums in Europe and the USA. In 2014 he took part in the exhibition Romanian Scenes at Espace Culturel Louis Vuitton, Paris. In 2013 he exhibited at Centre for Contemporary Art Ujazdowski Castle in Warsaw, at Rudolfinum in Prague and at the Arken Museum in Copenhagen. In 2007 and 2009 he participated in the Biennale of Prague.

SERBAN SAVU
Sometimes my Eyes are the Eyes of a Stranger
19 novembre 2014 - 28 marzo 2015

Siamo felici di annunciare la prima mostra in Italia del pittore rumeno Serban Savu, uno degli esponenti più importanti dell’ormai celebre gruppo di pittori di Cluj-Napoca.

Il “Comunismo” (o qualsiasi altra cosa fosse) ha continuato a lungo la sua esistenza in Romania, dopo essere stato dichiarato ufficialmente morto. Comunque non è questo ciò che mi interessa, non è il “ Comunismo” o il regime, ma le conseguenze, gli effetti di un’utopia fallita.

Dopo gli studi Savu vinse una residenza di due anni a Venezia, che divenne una tappa fondamentale della sua formazione e gli permise di studiare la pittura veneziana; una volta rientrato a Cluj cominciò a guardare la realtà che lo circondava con occhi diversi, mettendo a confronto due culture differenti.

I soggetti dei dipinti di Savu sono scene di lavoro e di tempo libero in Romania, una realtà quotidiana ritratta con magistrale equilibrio. In tutti i suoi quadri il paesaggio è molto importante, ha la valenza quasi di un personaggio, definisce gli altri protagonisti e conferisce significato all’intera scena. Il punto di vista rimane sempre rialzato e distante, per dare maggiore chiarezza a ciò che viene rappresentato. Le scene sono dominate dai palazzi di cemento, dalle dighe, dai ponti e altre infrastrutture del periodo comunista.

L’artista utilizza la pittura come strumento per esprimere determinate idee, ma senza per questo trascurarne il linguaggio. Cerca di non essere legato ad un approccio formale, alcuni dei suoi lavori infatti sembrano quasi impressionisti mentre altri sono più realisti. L’obiettivo è quello di trovare la giusta voce per ogni dipinto e la storia dell’arte è un prezioso alleato per il suo scopo ultimo: parlare della società in cui vive.

Savu sa trovare la bellezza nell’ordinario e nella vita di tutti i giorni, utilizzando colori puri e immergendo anche le colate di cemento e le rovine del comunismo in una luce morbida e calda, quasi da paesaggio veneziano del Cinquecento, mostrando così la ricerca di pace e armonia anche all’interno di luoghi inospitali.

Per la mostra a Milano Sometimes my Eyes are the Eyes of a Stranger  l’artista ha deciso di esplorare cinque modi differenti di guardare la realtà: lo sguardo dello spettatore, quello del voyeur, del solitario, quello dall’alto e la visione notturna.

Serban Savu è nato a Sighisoara in Romania nel 1978 e vive a Cluj. Il suo lavoro è stato esposto in gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2014 ha partecipato alla mostra Romanian Scenes all’Espace Culturel Louis Vuitton a Parigi. Nel 2013 ha esposto al Centro per l’Arte Contemporanea di Ujazdowski Castle a Varsavia, al Rudolfinum di Praga e all’Arken Museum di Copenhagen. Nel 2009 e 2007 è stato invitato a partecipare alla Biennale di Praga.

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